Chi sono
Scrivo per le donne che si sono dimenticate per ultime.
Mi chiamo Camelia Pace e scrivo diari. Non manuali, non metodi da seguire alla lettera: quaderni da riempire, con pagine guidate e spazio vuoto sufficiente perché ci stia dentro la tua vita e non la mia.
Sono arrivata alla gratitudine per esclusione. Avevo provato tutto il resto: organizzarmi meglio, dormire meno, dire sempre di sì e poi lamentarmene dopo. Funzionava per una settimana. Poi tornava quella stanchezza sorda che non passa con il riposo, perché non è il corpo a essere stanco.
Quello che ha cambiato le cose non è stato un gesto grande. È stato accorgermi, una sera qualunque, di una cosa piccola che era andata bene — e fermarmi il tempo di scriverla. Tre righe. Il giorno dopo di nuovo. Non è diventata la mia vita perfetta: è diventata la mia vita, vista da un altro punto.
Perché la calma e non la lotta
Quasi tutti i libri che parlano a noi donne dicono la stessa cosa: reagisci, rimettiti in gioco, prenditi ciò che è tuo, e se serve rompi tutto. È un consiglio che funziona per chi ha ancora energia da spendere. Ma la donna che ho in mente quando scrivo l'energia l'ha già data via tutta, e le si sta chiedendo di trovarne dell'altra per combattere.
Io credo l'opposto, e i miei libri lo dicono senza girarci intorno: la calma è una forma di coraggio. Ci vuole più fegato a fermarsi che a continuare a correre. Fermarsi significa sentire quello che c'è, e quello che c'è non sempre è comodo. Ma è l'unico posto da cui si riparte davvero.
Non ti chiedo di lasciare tuo marito, cambiare lavoro o svegliarti alle cinque. Ti chiedo tre minuti. Quelli li hai.
Come sono fatti i miei diari
Stile essenziale, niente decorazioni che gridano. Pagine guidate, ma mai riempite al posto tuo. Una domanda alla volta, e abbastanza spazio bianco per rispondere male, cancellare, tornarci sopra la settimana dopo.
Nascono tutti dallo stesso gesto in tre tempi — fermati, senti, ringrazia — declinato in mondi diversi: la filosofia zen, la natura, l'arte giapponese di riparare ciò che si è rotto. Cambia il paesaggio, non la pratica.
Concretezza
Gratitudine come gesto quotidiano, non come obbligo a stare bene.
Rispetto
Nessuna colpa, nessuna prescrizione. Sei tu a decidere il ritmo.
Semplicità
Se una pratica non entra in una giornata vera, non serve a niente.
Se ti riconosci anche solo in una riga di questa pagina, i libri sono qui — e Il Rituale Pace te lo regalo, per cominciare stasera.